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Ponteccio
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mweaPonteccio è uno dei paesi più elevati della mweqGarfagnana (mweg1000 m s.l.m. circa), attualmente mwewfrazione del Comune di mwfaSillano Giuncugnano in mwfqprovincia di Lucca nell'mwfgItalia centro-settentrionale, sull'mwfwAppennino tosco-emiliano, circondato da secolari mwgaboschi di mwgqcastagni. Ponteccio è stato il primo paese della Garfagnana e della provincia di Lucca ad entrare a fare parte del parco dell'appennino Tosco-Emiliano per volere della popolazione e dell'allora amministrazione comunale di giuncugnano. Dopo un periodo in cui è stato coinvolto in manifestazioni e migliorie da parte dell'ente parco e stato progressivamente abbandonato e sembra non fare più parte del parco dell'Appennino a cui di Ponteccio non importa ormai più nulla, tant'è che il centro visite è ormai chiuso da anni e da altrettanto non viene fatto nulla a favore del paese.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Ponteccio si trova nominato in un documento del 18 gennaio mwhq793 ed è ricordato tra i beni appartenenti alla mwhgecclesia Domini et Salvatoris di Lucca nell'anno mwhw816: mwiain vico Ponticio territurio Carfaniense. Il mwiqtoponimo fa riferimento all'antico ponte sul Canal Grosso, posto lungo il percorso che la collegava a mwigMagliano, sede della parrocchia.
Secondo la leggenda, l'abitato un tempo era situato più in basso, tra il Canal Grosso e il torrente Piantanesa, in località detta "la Terra" (mwjaCastelletto), dov'era stata edificata anche la chiesetta di santa Felicita. Il luogo sarebbe stato gradualmente abbandonato a causa dell'erosione provocata dal torrente Piantanesacite-ref-1[1].
I villaggi della zona pare abbiano un'origine mwkglongobarda (germanica). Qualche traccia di questa origine resta in alcuni toponimi e forse in alcuni lemmi e fonemi del vernacolo locale. Ricordiamo tra i tanti la mwkwbradia, termine germanico dal significato di “poderetto chiuso” (da assimilare a mwlabraida, mwlqbrera e mwlgbra), o mwlwgroppo, dal germanico mwmakruppa, “cima tondeggiante” (vedi monte mwmqGrappa)cite-ref-2[2].
I primi abitanti furono per lo più pastori, alla ricerca di nuovi pascoli per le loro greggi, o briganti, rifugiatisi nelle selve e nell'asperità del luogo, o profughi della pianura, che su quei monti trovarono il conforto della sicurezza, lontano dagli eserciti in armi e dalle ricorrenti pestilenze.
Nella sua mwoaDescrizione geografica, storica ed economica della Garfagnana (mwoq1879), mwogRaffaello Raffaelli scrive che i prodotti principali di questo paese erano il mwowgrano, il mwpaformaggio, la mwpqlana, le mwpgcastagne, le mwpwfave, il bestiame compresi i mwqacavalli, “dei quali si tengono piccole mandrie che d'inverno vanno a svernare in Maremma”. Sembra che destinazione tipica dei pastori della zona fosse il territorio di mwqqBaratti.
Nel mwqwXVI secolo le più consistenti famiglie residenti a Ponteccio erano Banchieri, mwraBoni, Bussi, Ciuffardi, Costa, Franchi, Lombardelli, Nobili, Pontecci. Col tempo a queste andarono ad aggiungersi anche le famiglie Bosi, Poli e Tonellicite-ref-3[3].
A qualche centinaio di metri da Ponteccio, si trova il paesello di mwsgGragna, dove nel mwswXVI secolo venne eretto l'oratorio di santa mwtaMaria Vergine del Rosario, detto anche di mwtqSommocampo o delle Grazie. Si racconta che per la nuova costruzione furono utilizzate le pietre intagliate della vicina rocca del monte Turrione, già appartenuta ai signori di Dalli, in stato di abbandono.
Dipendente dalla parrocchia di mwtwsant'Andrea Apostolo di mwuaMagliano, nel mwuq1763 il paese fu dotato di un proprio oratorio, sotto il titolo di mwugsant'Antonio abate, addossato a Palazzo Boni e alla cui costruzione parteciparono le famiglie Boni, Nobili e Poli. L'oratorio fu elevato a parrocchia nel mwuw1916. In precedenza in paese esisteva un altro oratorio, denominato della mwvaVisitazione, risalente agli inizi del mwvqXVII secolo, il cui giuspatronato spettava alla famiglia Banchieri, ma che col tempo era andato abbandonato sia per incuria, sia per la gelosia della famiglia Banchieri, che non gradiva l'uso dell'oratorio da parte di estraneicite-ref-4[4].
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Note
cite-note-11. ↑ mwzaRaffaello Raffaelli, mwzqDescrizione geografica, storica ed economica della Garfagnana, Lucca 1879.
cite-note-22. ↑ mwaqFrancesco Boni De Nobili, mwagSotto il segno di Sant'Andrea, Vittorio V. 1997.
cite-note-33. ↑ Francesco Boni De Nobili, mwbgDizionario biografico dei personaggi di rilievo... della parrocchia di sant'Andrea Apostolo di Magliano, Grifon d'oro, Pordenone 2005.
cite-note-44. ↑ Raffaello Raffaelli, mwcgOp. cit.
Bibliografia
• mwdgFrancesco Boni De Nobili, mwdwSotto il segno di sant'Andrea, De Bastiani, Vittorio Veneto 1997.
• Francesco Boni De Nobili, mweqDizionario biografico dei personaggi di rilievo... della parrocchia di sant'Andrea Apostolo di Magliano, Grifon d'oro, Pordenone 2005 (edizione fuori commercio per battesimo di Raffaele Boni de Nobili).
• Francesco Boni De Nobili, mwewSanta Maria di Sommo Campo, Ad usum mei, Iacobi Franchi Rectoris Ecclesiae Sanctae Mariae Graniae, Grifon d'oro, Pordenone 2008 (edizione fuori commercio per battesimo di Ester Boni de Nobili).
• mwfqRaffaello Raffaelli, mwfgDescrizione geografica, storica, economica della Garfagnana, Lucca 1879.
Collegamenti esterni
• mwggCanto a Ponteccio, su youtube.com.
• mwhaCanto a Ponteccio - Testo, su wikitesti.com.
• mwhgPonteccio, su serchio.net. URL consultato il 23 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2007).